Revolutionary Roads
"In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e vuota, e le tenebre erano sopra l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. E Dio disse: sia la luce. E c'era luce. E Dio vide la luce, che era buona, e separò la luce dalle tenebre. E Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte» (Genesi 1:1-3).
Revolutionary roads 2022
La luce in fondo al tunnel è da sempre una metafora della speranza: la possibilità di uscire dall’oscurità, anche quando quella luce è ancora lontana.
Luce e buio sono inseparabili. Abbiamo bisogno dell’oscurità per percepire la luce, così come abbiamo bisogno dell’incertezza per riconoscere la conoscenza, dell’assenza per comprendere la presenza e del silenzio per ascoltare ciò che conta.
Nel mito della caverna di Platone, il cammino verso la luce diventa un viaggio dal conosciuto verso l’ignoto. Lasciare le ombre non significa soltanto fuggire, ma diventare consapevoli: avere il coraggio di voltarsi e guardare oltre ciò che crediamo già di conoscere.
Eppure, anche troppa luce può accecare, proprio come l’oscurità.
Forse l’esistenza non consiste nello scegliere tra l’una e l’altra, ma nel continuo movimento tra entrambe. Gli opposti si definiscono reciprocamente e coesistono nella stessa realtà.
Il tunnel, allora, non è soltanto un passaggio verso la luce.

È uno spazio di trasformazione, un luogo in cui, nell’oscurità, impariamo a vedere.

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